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CICIP L'UCCELLINO BALBUZIENTE

In un tiepido giorno di primavera nel "bosco che non c'è" sul ramo di un albero altissimo, mamma Cippi aveva sistemato il suo bel nido fatto di fresche pagliuzze colorate, le aveva raccolte una ad una su un bellissimo prato profumato poco distante dalla grande quercia.
Nel nido c'erano ben tre uova e mamma Cippi ne andava molto fiera! Ogni minuto era li a controllare che tutto andasse bene, le guardava, le accarezzava e le rigirava per vedere che nessuna si fosse rotta, poi si sistemava sopra delicatamente e le covava fino a notte fonda. Finchè una mattina:-cr..cr..cr- fecero le piccole uova e da quei gusci rotti uscirono tre piccolissimi uccellini. Erano tre piccoli corpicini tremanti tutti umidi e spennati!
-Cip!- fece il primo uccellino, -cip..cip!- fece in coro il secondo subito dopo, -ci..ci...ci..ci- fece invece il terzo uccellino.
-Come..come?- disse mamma Cippi guardandolo con gli occhi spalancati per la sorpresa, -ma tu balbetti!-
Ben presto tutti gli animali del bosco vennero a sapere di questa strana nascita e sotto la grande quercia si formò una lunga fila di animali curiosi che venivano ad ascoltare il piccolo uccellino balbuziente.
Povera mamma Cippi che grande problema e povero l'uccellino che non riusciva a cinguettare! 
Passarono dei mesi e sotto la grande quercia ogni giorno c'era qualche abitante del bosco che veniva a dare un consiglio a mamma Cippi per risolvere il problema del suo Cicip.
-Dovresti mettere nel suo becco un piccolo sassolino rotondo e vedrai come cinguetterà!-
Disse un giorno mamma Castoro a mamma Cippi, ma il povero Cicip per poco non si strozzò!
-So io la soluzione- disse invece papà Orso con l'aria da dottore -ogni mattina devi dare dei piccoli colpetti sulla schiena di Cicip  vedrai che presto si sbloccherà-
Il povero uccellino era pieno di lividi ma di cantare non c'era proprio modo!
-Cara la mia Cippi- disse un giorno il signor Serpente, che si era arrampicato fin sopra  al grande albero avvolgendolo con le sue viscide spire verdognole -cara Cippi ci penso io al tuo uccellino, fammelo stringere un pochino fra le mie onde e vedrai che guarirà-
Ma il furbo signor Serpente aveva tutt'altra intenzione, non voleva far guarire il piccolo Cicip ma soltanto soddisfare il suo stomaco affamato.
-No grazie, mio caro signore!- rispose mamma Cippi che conosceva la cattiva fama del signor Serpente,
-il mio piccolo guarirà anche senza il suo prezioso aiuto!-
Ma i mesi passavano e malgrado i consigli di tutti gli abitanti del bosco per Cicip non c'era proprio soluzione.
Finchè dopo un lungo anno venne il giorno del primo volo.
Quella mattina Ciap e Ciop i fratellini dello sfortunato uccellino, si erano svegliati molto presto e con cura minuziosa si erano lisciate tutte le piume una ad una, erano proprio due bellissimi cardellini! Fecero molte prove prima di buttarsi giù dal nido  e poi presa la rincorsa chiusero gli occhietti e.. giù...giù in picchiata! 
Scesero per molti metri fra i rami e le foglie mosse dal vento e poi spiegarono le loro lucenti ali e via!
Spiccarono un volo armonioso cinguettando  allegramente. Tutti gli abitanti del grande albero, da Bibbo lo scoiattolo a Zippi il pappagallo parlante, fecero un lungo applauso estasiati dalla bellezza di quel volo e dalla delicatezza dei loro gorgheggi.
Poi toccò a Cicip, era emozionatissimo e si sentiva così piccolo su quel ramo così alto!
Mise le zampette tremanti sul bordo di un sottile rametto che sotto il suo peso, anche se di pochi grammi, iniziò a piegarsi e ben presto l'uccellino cominciò a scivolare fino in fondo al ramo e poi cadde rotolando nell'aria come un sassolino che precipita nel vuoto!
Cicip voleva chiedere aiuto ma dal suo beccuccio uscivano soltanto due sillabe -ci..ci..ci-
Mamma Cippi lo guardava cadere preoccupata e poi quando stava per spiccare il volo per andare in suo aiuto accadde qualcosa di miracoloso!
L'uccellino chiuse gli occhi e tirò un bel respiro poi spiegò le sue piccole e delicate ali e preso il verso del vento cominciò a volteggiare.
Improvvisamente, sarà stata la paura o la voglia di raccontare al mondo la bellezza di quel cielo così azzurro, che Cicip spiegate le ali sciolse anche la lingua e...-cip..cip..ciricip!- iniziò a cinguettare!
Cantava meglio di qualsiasi altro uccello! Tutti gli abitanti del bosco che si erano riuniti sotto la grande quercia per l'evento, iniziarono a ballare e a battere le zampette in segno di festa, erano felicissimi per Cicip e mamma Cippi. Da quel giorno Cicip divenne l'uccellino più famoso di tutta la foresta per il suo modo delicato di volare e per la sua bellissima e suadente voce!


Questa breve fiaba è la prima di quattro che raccontano la storia di buffi animaletti che popolano un fantastico bosco. La raccolta si intitola "LE FANTASTICHE STORIE DEL BOSCO CHE NON C'E' "e sarà presto pubblicata.

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