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CICCIO GATTO GOLOSO vincitore del concorso letterario "Animali nel bene e nel male" 2012 indetto dall'Associazione Animoanimale

-Ciao Ciccio.... mi raccomando non combinare guai... io vado a presto! "sbaam!"-
Le orecchie a forma di fiocco del piccolo gatto panciuto allo sbattere della porta, si fletterono come investite da una folata di vento.
Tommy zaino in spalla era già sceso al primo piano sull'androne e in un balzo dal portone salì nella macchina della mamma, un'altra giornata era iniziata per la famiglia Sorricini.
Il papà di Tommy Luigino, era un alto dirigente di una grande società di prodotti alimentari e spesso stava fuori per lavoro, la mamma Annalisa, era una giovane e brillante insegnante di scuola elementare, amava molto i suoi due figli, Tommy dodici anni, bravissimo alunno della seconda classe della scuola media e... Ciccio gatto della specie "golosaurus".
Ciccio era un bel gattone grigio di due anni, intelligente e simpatico a volte un pò nevrotico ma con due occhi furbi che incantavano! Aveva un solo difetto era sempre, incredibilmente affamato e per questo la sua pancia da qualche tempo era diventata come un palloncino, sgonfia e morbida quando era a digiuno e tirata e lucida dopo aver mangiato.


-Mmiao!.. ciao Tommy buona scuola!-
Miagolò Ciccio al saluto del suo padroncino mentre sdraiato pigramente sul cuscino preferito del grande divano, ragionava sul modo di procurarsi qualcosa da mangiare.
-Mmiao!.. sono solo in casa.. ottimo! ho la cucina a disposizione... perfetto ed ho tutto il tempo che voglio, tanto non torna nessuno prima dell'ora di pranzo... mmmm...pranzo che bel momento!-
Il goloso gattone non pensava ad altro, all'ora del pranzo.
Aveva trovato anche il modo di fare qualche antipastino da solo rubacchiando quà e là briciole dal pavimento, avanzi della colazione e se riusciva ad entrare nel mobile della cucina sapeva tirar fuori dal barattolo dei croccantini una bella dose del suo cibo preferito.
Quella mattina in particolare si sentiva molto affamato.
-Mmiao!... sarà la primavera, oppure perchè ultimamente Tommy mi fa correre avanti e indietro col suo pallone, ho così fame! Devo proprio trovare qualche spuntino per anticipare il pranzo, ora vado in cucina e...-


Così pensando Ciccio saltò giù dal divano e trotterellando con le sue orecchie a forma di fiocchetto che danzavano a ogni saltello, si diresse dritto, dritto in cucina.
-Mmiao!... la porta è aperta menomale, altrimenti avrei dovuto saltare sulla maniglia  e chissà quale fatica! Sicuramente avrei consumato tante calorie, povera la mia pancia!-
Il gattone entrò dunque in cucina e come prima cosa ispezionò per bene il pavimento.
-Mmiao!... quante belle briciole di biscotti! Tommy ha proprio degli ottimi gusti in fatto di dolci, la mamma un pò meno con tutte quelle barrette  senza grassi e zuccheri che sanno di poco! Mmiao... mmiao... una bella briciola quà... una briciola là... un bel pezzetto di cornetto sotto il tavolo... gnam..gnam! proprio niente male, dovrebbero far colazione così tutti i giorni e per me sarebbe il massimo della felicità!-
Ciccio assaporò ogni piccola briciolina e ogni minuscolo pezzettino di cibo che trovava sul pavimento e poi passò ai piani alti.
Con un balzo saltò sui ripiani della cucina e iniziò a spazzolare come un aspirapolvere tutti gli avanzi che trovò per la sua strada.

-Mmiao!... mi sembra non ci sia più niente da mangiare e quasi, quasi me ne torno a pisolare sul divano, potrei fare un altro spuntino magari più tardi e se riesco ad aprire l'anta del mobile potrei arrivare ai miei croccantini preferiti-
Dondolando sul pancione un pò più gonfio, Ciccio se ne tornò sul divano e in un attimo si addormentò.
-Mmiao!...mmiao!- si lamentava nel sonno il gatto mentre agitando le zampette all'aria sognava di rincorrere una lunga fila di salsicce in fuga.
-Mmiao!... venite qui salsicce striscianti, dove credete di andare?-
Nel sogno le salsicce si muovevano come un grosso serpente e strisciando velocemente prima fuggirono via e poi bloccatesi di colpo, tornarono sui loro passi e iniziarono a rincorrere il povero gatto che frenando con tutte e quattro le zampe si voltò e iniziò a fuggire  a sua volta dalla parte opposta.
-Mmiao!.. che serpente di salsiccia orribile! e mi vuole anche mangiare, non è possibile! sono io quello affamato, deve essere un sogno, un bruttissimo sogno!... che paura, eccolo... eccolo.. mi stà raggiungendo.. mmiao..via, via brutto serpente di salsiccia!-

E proprio mentre quell'orribile salsiccione strisciante apriva la bocca per ingoiare il povero gatto...
-Din.. don!- il campanello della porta iniziò a suonare e svegliò il terrorizzato Ciccio che dall'agitazione si era completamente avvolto nel telo che ricopriva il divano di pelle.
-Mmiao!... il campanello!...le salsicce!...il serpentone!..ma dove mi trovo? Mmiao!...che stupidone sono, era solo un sogno! E fuori della porta ci sarà come tutti i giorni quel rompiscatole del postino! Perchè suona a quest'ora? tanto sa che non c'è mai nessuno che possa aprire la porta-
Il gatto con un sorriso beffardo scese dal cuscino e a piccoli passi strusciandosi sulle gambe del divano e poi su quelle del tavolo arrivò lentamente davanti alla porta d'ingresso e cominciò a miagolare: -Mmiao!...mmiao!..-
Da fuori il signor Letteroni, il postino del quartiere, cominciò a chiamarlo allegramente: -Ciccio...ciccio bello sei solo vero? Pazienza, ho delle lettere per i tuoi padroncini ...le lascerò nella cassetta sotto l'androne, tu intanto glielo dici vero? Ciao, ciao bel micione a domani.-
-Mmiao!... sono strani a volte gli umani! ora però dopo quel brutto sogno e la fatica che ho fatto per arivare fin qui, ho così fame! Quasi, quasi vado in cucina e chissà non trovi qualcosa per fare uno spuntino prima del pranzo?-

Ciccio saltellando sulle zampe e con le orecchie, le sue belle orecchie a forma di fiocco, si avvicinò al mobile della dispensa e con un agile salto balzò sulla maniglia che magicamente si aprì. 
-Mmiao!...che meraviglia un barattolo nuovo pieno di ottimi croccantini al salmone! Mmiao!.. i miei preferiti! Mitica la mamma, ora che torna Tommy glielo voglio proprio far vedere, sai che invidia! Lui poverino sempre con quelle merende al cioccolato, che ne sa dell'ottimo salmone norvegese?-
Così dicendo saltò sul ripiano della dispensa facendo cadere qualche scatola di biscotti sul pavimento.
-oops! mmiao!... che sbadato, devo stare più attento altrimenti i miei padroncini si potrebbero accorgere delle mie scorribande in cucina-
La chiusura del barattolo era a molla e bastava pigiare sopra con un dito.
E così fece Ciccio, spinse la molla con la zampetta e in un attimo il grosso barattolo di vetro si aprì.
-mmiao!...che profumino questi croccantini, sanno proprio di salmone appena pescato... aaaah la Norvegia! deve essere proprio un paese magico, sono proprio fortunati i gatti norvegesi, se un giorno decidessi di fuggire me ne andrei in Norvegia e allora sai che pranzetti!-

Mentre pensava alla Norvegia, il gattone cercava inutilmente di infilare il muso nel grosso barattolo ma non essendo pieno fino all'orlo, non riuscì a pescare nessun croccantino.
-mmiao!...devo mettere una zampa nel barattolo altrimenti non riuscirò a prendere nulla-
Ma neanche in quel modo potè arrivare agli ambiti croccantini.
-Mmiao!... devo infilare il muso nel buco se voglio tirare fuori qualche croccantino è l'unico modo.-
E così fece, si allungò sulle zampe posteriori e con un saltino infilò la testolina nell'apertura.
Ma forse perchè si era dato troppo slancio nel tirarsi in piedi, ciccio finì per cadere con tutto il corpo all'interno del grosso contenitore.
-Mmiao!...mmiao!.. povero me.. ora come faccio?-
Il gattone con il muso appiccicato al vetro si divincolava dentro quella prigione trasparente.
Piano, piano riuscì a girarsi e si trovò quasi seduto  sopra i suoi adorati croccantini.
-Mmiao!.. ora esco che ci vuole, come sono entrato posso uscire... però senti che profumino...quasi, quasi ne assaggio uno...-
Assaggia quì e assaggia lì, Ciccio in cinque minuti ingoiò tutti i biscottini.
Aveva una pancia così grande che neanche tirandolo per tutte e quattro le zampe sarebbe riuscito a venir fuori dal barattolo.
Poi dopo quell'abbondante pasto lo assalì una tale sonnolenza che in un attimo si addormentò.

Si svegliò dopo qualche ora di soprassalto.
-"Sbaam"!- Battè di nuovo la porta di casa. -Ciccio...Ciccio dove sei piccolo?-
Era la voce di Tommy che insieme alla sua mamma era tornato da scuola.
-Dov'è Ciccio mamma? Non lo trovo in nessun posto- Disse preoccupato il piccolo Tommy
 alla madre mentre continuava a girare per tutte le stanze.
_Sarà nella lettiera a fare qualche bisognino, prova a vedere anche lì-
Rispose la mamma mentre per niente preoccupata si toglieva il soprabito e il cappello.
-Non c'è mamma, non c'è!- Continuava a lamentarsi il ragazzino.
-Tommy non ora... è tardi e devo preparare il pranzo, vedrai sarà nascosto sotto un cuscino del divano, dove vuoi che sia? Lo abbiamo lasciato in casa quando siamo usciti, porte e finestre erano chiuse quindi....-
La mamma infilò un grazioso grembiule da cucina e iniziò ad affaccendarsi intorno ai fornelli.
Mise una pentola colma di acqua sul fuoco per lessare la pasta, poi apparecchiò la tavola e iniziò a pulire le verdure per il contorno.
-Mamma non c'è in nessun posto!-
Piagnucolava   intanto il piccolo Tommy dal salone.
-Ora arrivo tesoro, prendo la pasta dalla dispensa, perchè l'acqua sul fuoco stà bollendo
e ti aiuto a cercar....-
La mamma bloccò la parola a metà, perchè aprendo l'anta della dispensa una scena buffissima si presentò ai suoi occhi spalancati.
Nel grosso barattolo di vetro al posto dei croccantini c'era il suo grasso gattone arrotolato che con un sorriso fra il sornione e il beota la guardava immobile.

Ciccio aveva mangiato così tanto, che la sua povera pancia si era allargata all'inverosimile e per questo non poteva più uscire dal barattolo nel quale prima era scivolato.
-Tommy...Tommy balbettava la mamma quasi paralizzata per la sorpresa.
-Vieni qui  tesoro che ho trovato Ciccio!-
Il ragazzino in un lampo arrivò in cucina e quando vide la scena, scoppiò in una fragorosa risata che ben presto contagiò anche la mamma.
Ancora oggi a distanza di un anno mamma Annalisa, il piccolo Tommy e papà Luigino quando pensano all'accaduto ridono a crepapelle. Allora per tirarlo fuori ci vollero due giorni di digiuno totale per il povero gatto, gli davano da bere con un contagocce e rovesciavano il barattolo ogni volta che lo sfortunato micio faceva la pipì, poi dopo due giorni di prigione e quarantotto terribili ore di fame nera il povero Ciccio riuscì ad uscire dal malefico contenitore di vetro.
Era così dimagrito e correva così velocemente per la casa, che quando finalmente si fermò, dormì per quattro ore di seguito sul cuscino del divano sognando tanti mostruosi croccantini norvegesi che lo rincorrevano con una enorme bocca spalancata!


Questo racconto è uno specialissimo regalo di compleanno al mio piccolo amico Tommaso Soricelli
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